Benvenuti dalla Comunità Cattolica di Santhià(Vercelli - Italy). Tel. Ufficio Parrocchiale: +39 0161 94341
CERCASI CATECHISTI
"...come posso essere "parte della mia parrocchia"!?..." ?: )

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Se vuoi condividere la tua esperienza di fede e di comunità, metti a disposizione un pò del tuo tempo e diventa catechista in questa parrocchia!!!
Il catechista è chiamato ad essere testimone, maestro, guida e, soprattutto, compagno di viaggio, e deve sentirsi responsabilizzato nei confronti delle persone affidategli. Servono catechisti per bambini di II, III, IV, e V elementare.
Inoltre sarebbe bello poter offrire ai bambini di II elementare degli incontri di catechismo per apprendere le prime preghiere e i termini più importanti della nostra religione...
Don GianPaolo, Parroco.
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Chiama in Parrocchia! Tel: 0161 94341.
(Bollettino- Settembre 2009).

SANTHIA': UNA CITTA' DA AMARE!!!...

Centro industriale, agricolo e commerciale di grande importanza in provincia Vercelli, sicuramente abitato fin dall’epoca romana, come testimoniano alcuni reperti archeologici. Il toponimo deriva dal medievale Sancta Agatha, martire cristiana, a cui, per volere della regina Teodolinda, fu dedicata la chiesa plebana; con questo nome Santhià viene chiamata già prima del X secolo. Nella centrale piazza Roma si trova il Palazzo Municipale, neoclassico, a tre ordini, di cui i superiori sono scanditi da lesene scanalate con capitello ionico.Sul lato destro della piazza sorge la parrocchiale di S. Agata, fondata nel X secolo come Collegiata dei Canonici. La Collegiata, fiorente nel X – XI secolo, verso la fine del XII pare in piena crisi, nonostante le donazioni del vescovo Uguccione; tuttavia seppe resistere nei secoli e fu soppressa solo in età napoleonica, nel 1806; ricostituita nel 1829, fu definitivamente soppressa nel 1855. L’edificio, romanico, fu ricostruito dapprima nel XVI secolo e poi nelle attuali forme neoclassiche nel 1836 da Giuseppe Talucchi.La facciata è preceduta da un vasto pronao neoclassico, affrescato da Luigi Hartman con scene religiose. L’interno è diviso in tre navate da due grandi colonnati; la volta presenta la Gloria di Sant’Agata, affresco di P.E. Morgani (1862); le pareti sono affrescate dall’Hartman e dal Costa. Nella navata sinistra, la terza cappella custodisce un pregevole Polittico di Gerolamo Giovenone (1531), diviso in dieci tavole che rappresentano i santi titolari degli antichi canonicali e benefici parrocchiali. In alto, S. Lusia, S. Stefano, S. Agata, S. Eusebio, S. Caterina (trafugato); in basso, S. Rocco, S. Michele, la Madonna col Bambino, S.Giovanni Battista e S. Sebastiano.Di buona fattura ottocentesca è la statua di Sant’Agata di Vincenzo Giani (1861); l’organo anch’esso del 1861, è opera dei fratelli Serassi di Bergamo. In sacrestia sono conservati splendidi armadi scolpiti. Sotto il presbiterio si scende nella cripta di Santo Stefano, che è quanto resta dell’antica chiesa romanica. L’ambiente, spoglio e severo, è databile al secondo quarto del XII secolo. Nell’ala sinistra si trova il Battesimo, a pianta quadrata, dipinto nel 1898 dal Bonelli. Il campanile risale al periodo tardoromanico (XII secolo) e i resti delle antiche mura merlate del claustro canonicale, realizzate con pietra di fiume, con tracce di decorazioni floreali.

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